
Guide Ambientali Escursionistiche in Lombardia: COMUNICATO CONGIUNTO ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DELLE GAE
- 29 maggio 2026
- Comunicazione
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Consiglio di Stato boccia il ricorso e impedisce alle GAE di andare oltre i 700 metri
AGAE, AIGAE, ASSOGUIDE e LAGAP chiedono un ulteriore confronto e una legge nazionale moderna
Roma, 29 Maggio 2026 –
Le associazioni che rappresentano le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) in Italia hanno preso atto, con la sentenza di maggio 2026, dell’esito dei ricorsi promossi davanti al Consiglio di Stato contro le limitazioni introdotte nel 2024 dalla Regione Lombardia per lo svolgimento dell’attività professionale delle GAE sui sentieri classificati E (escursionistico) ed EE (escursionistico esperto) oltre i 700 metri di quota, riservandone la possibilità alle sole guide alpine e agli AMM (accompagnatori di media montagna).
La decisione, sfavorevole alle istanze presentate dalle GAE, desta forte preoccupazione e lascia aperti profili critici sia nel merito sia nell’impostazione giuridica adottata. Dopo un’attenta analisi del provvedimento con i legali, emerge infatti che non sono stati adeguatamente valorizzati elementi documentali centrali. In particolare, i dati delle assicurazioni delle GAE certificano il numero irrisorio di incidenti negli ultimi 5 anni in Lombardia, ne sono stati segnalati 2 di tipo lieve a fronte di quanto indicato nelle sentenze che fanno riferimento a migliaia di segnalazioni del Soccorso Alpino.
Le associazioni che rappresentano oltre 5550 guide su tutto il territorio nazionale e circa 400 in Lombardia ritengono che la sentenza non possa essere letta come una chiusura definitiva del confronto sui rapporti tra le professioni dell’accompagnamento in ambiente naturale. Al contrario, si conferma l’urgenza di un intervento legislativo nazionale capace di offrire chiarezza, tutela e uniformità su tutto il territorio italiano.
Le Guide Ambientali Escursionistiche sono figure professioniste formate, aggiornate, sempre assicurate e abituate a operare con prudenza, prevenzione e gestione consapevole dei gruppi. L’escursionismo accompagnato dalle GAE si conferma un’attività sicura e affidabile, come dimostra il numero estremamente basso di incidenti registrati nel settore.
AGAE (Associazione Guide Ambientali Europee), AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), ASSOGUIDE e LAGAP (Libera Associazione Guide Ambientali-escursionistiche Professioniste)
ribadiscono che:
- le limitazioni introdotte dalla Regione Lombardia valgono esclusivamente sul territorio regionale e ogni tentativo di estenderle ad altre regioni, dove la professione resta legittimata dalla L. 4/2013, è manifestamente privo di fondamento;
- tali limitazioni non riguardano le aree protette, nazionali o regionali, poiché la competenza sulla regolamentazione della rete sentieristica e delle attività esercitabili nei parchi appartiene agli enti gestori, attraverso i rispettivi regolamenti e piani del parco. La Corte costituzionale, con le sentenze n. 121/2018 e n. 180/2019, ha chiarito questo principio, dichiarando illegittime anche norme regionali che attribuivano ad altri soggetti competenze relative alla sentieristica;
- la sentenza del Consiglio di Stato non risolve in modo definitivo il tema dei rapporti e dei limiti tra le professioni, poiché esistono ulteriori pronunce della Corte costituzionale, dei giudici amministrativi, compreso lo stesso Consiglio di Stato, e dei giudici penali che offrono letture diverse. A livello nazionale, dunque, le questioni restano aperte e richiedono una soluzione normativa chiara.
“Come AIGAE rappresentiamo oltre 3500 guide in tutta Italia, oltre 300 sono in Lombardia, facciamo rete insieme alle altre associazioni per far comprendere quale sarà l’impatto sulla vita delle GAE che lavorano in Lombardia” – afferma Guglielmo Ruggiero, presidente nazionale AIGAE – “I nostri iscritti sono professionisti competenti e validi che non metterebbero mai a repentaglio la sicurezza delle persone che accompagnano nell’escursioni e sono preparati per il Primo Soccorso. Pensiamo che la sentenza del Consiglio di Stato, a conferma delle precedenti, sia un grave attacco alla libera concorrenza e un ostacolo per lo sviluppo del turismo ambientale”.

