In attesa che arrivino i soccorsi – didattica per gli operatori in aree remote

Dal 15 al 19 dicembre 2014 si è svolta in Sicilia la terza edizione italiana del Wilderness Advanced First Aid (Wafa), un corso di primo soccorso avanzato rivolto a tutti coloro che, per lavoro o per passione, si trovano ad operare in ambienti naturali remoti.
Nell’affascinante quadro di un casolare di campagna alle porte di Caltagirone, 13 corsisti hanno partecipato a questa entusiasmante esperienza, seguendo con attenzione le lezioni teoriche dentro casa e mettendosi in gioco nelle simulazioni pratiche all’aria aperta. Per 4 intense giornate, dal primo mattino alla tarda notte, sono stati trasportati nell’appassionante mondo della para-medicina, grazie all’esperienza e alla grande professionalità dell’istruttore, C. Stone, che per sei mesi l’anno viaggia dallo stato di New York per diffondere le sue conoscenze nei quattro angoli della terra.
Momenti della formazione WAFA per AIGAE
La Wilderness Medical Associates, che Stone rappresenta, ha fatto della formazione una vera e propria missione educatrice, consapevole del fatto che quando ci si trova nei boschi o in alto mare, nel fondo di un canyon o di una grotta, o in qualsiasi luogo in cui i soccorsi tarderebbero ad arrivare, il pericolo si amplifica e le possibilità di ricevere aiuto in tempi brevi si riducono sensibilmente. Per queste ragioni un corso di questo genere e di tale intensità è, per una Guida Ambientale Escursionistica, non solo altamente arricchente e formativo, ma anche determinante nello svolgimento del proprio lavoro. Se un giorno dovessi trovarmi in una qualsiasi situazione d’emergenza, la mia capacità di valutare lo scenario, di determinare le condizioni delle persone coinvolte e il loro grado di urgenza, e di agire in modo certo ed efficace, potrebbe essere risolutiva. In questi giorni, ho imparato a riconoscere un trauma cranico o un’emorragia interna, a distinguere un’appendicite da un’intossicazione, a fronteggiare un’ipotermia o un colpo di calore, a steccare un braccio rotto o praticare un bendaggio compressivo. Ciò che davvero ha accresciuto la mia preparazione come guida Aigae e come appassionata frequentatrice di spazi naturali, è l’aver appreso ad usare spirito critico e d’iniziativa nel fronteggiare una situazione di rischio, a seguire principi più che regole, a sapere che agire prontamente e lucidamente, anche commettendo errori, è sempre meglio che non agire affatto, quando si tratta della vita delle persone che hai intorno e di cui ti senti responsabile.
Momenti della formazione WAFA per AIGAE
A differenza del tradizionale approccio al soccorso, che ci insegna a “non far nulla” se non chiamare il 118, la medicina d’urgenza in ambienti remoti mira a fornire istruzioni pratiche e concrete riguardo tutto ciò che un non-medico può fare per aiutare una persona in pericolo, in attesa che arrivino i soccorsi. Come si legge chiaramente sul sito, la Wilderness Medical Associates “non devia dalla medicina convenzionale arbitrariamente, ma non ha paura di farlo quando questo è necessario”. I suoi insegnamenti si basano su studi medici approfonditi e su un’infinita casistica di esperienze sul campo e da oltre 30 anni i suoi istruttori tengono corsi di formazione in svariati paesi del mondo. Nel 2012 la Wma è approdata in Italia grazie alla determinazione di un giovane emiliano, Riccardo Sedola, fondatore dell’associazione di outdoor Greenthink e socio Aigae. Giunto alla sua terza edizione, il corso Wafa è ‘migrato’ quest’anno in Sicilia, per l’interessamento della Mandala Organic Tours, agenzia di turismo naturalistico di respiro nazionale che ha base a Catania.
Si ringrazia l’Aigae per aver patrocinato il corso, confidando nella validità dei suoi contenuti, con l’auspicio che questa esperienza sia la prima di una serie ininterrotta, e che un giorno anche in Italia, come già accade in alcuni paesi nordeuropei, la conoscenza del primo soccorso d’urgenza in ambienti remoti diventi parte integrante del percorso di formazione delle Guide Ambientali Escursionistiche. Perché al momento del bisogno nessuno se ne rimanga con le mani in mano, in attesa che arrivino i soccorsi.


Chiara Pulvirenti
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