Appunti di viaggio sulla traversata del Matese in solitaria

Custodire, proteggere, tutelare
Appunti di viaggio sulla traversata del Matese in solitaria
di Guglielmo Ruggiero

Pianoro di Campitello di Sepino (CB).

È il luogo che ho scelto per dare inizio alla realizzazione di un piccolo sogno: la traversata in solitaria della dorsale del Massiccio del Matese (Molise) [nota 1].

Quarantatré chilometri percorsi zaino in spalla, con una attrezzatura essenziale: tenda monoposto per trascorre la notte in quota, pochi abiti di ricambio, giacca a vento, cibo a sufficienza per apportare la giusta ed equa energia, acqua, carta e bussola.

Quarantatré chilometri di sentieri, con un dislivello complessivo di millenovecento metri, tra faggi, rocce, muschi, salamandre pezzate, poiane e allodole, pianori carsici, creste, cime, canali, colli, percorsi in 22 ore complessive.

Il giorno della partenza nuvole basse avvolgono i tronchi dei faggi e le prime foglie gialle si lasciano cadere, assecondando così la volontà dell’albero alla quiescenza invernale. In lontananza il Monte Mutria, il Gallinola, il Miletto.

 

 

 

Nella loro immobilità perenne per qualche giorno saranno i miei compagni di viaggio.
Mi torna alla mente un canto “La via prosegue senza fine, lungi dall’uscio dal quale parte. Ora la Via è fuggita avanti, devo inseguirla con piedi alati sino all’incrocio con una più lunga dove si uniscono piste e sentieri”.
La mia via è stata di scoperte e di luoghi conosciuti, di freddo e di caldo, di sole, di vento, di fame, di sete, di orizzonti sconfinati, di albe e di tramonti. Nella salita al Monte Mutria (1823 m) alcuni raggi di sole filtrano tra i rami dei faggi. L’atmosfera è surreale, magica. Sono sulla cima; le raffiche di vento non mi consentono di trattenermi a lungo. Decido di scendere dal versante opposto: Serra Macchia Strinata fino alla Casella di Sella del Perrone. Riprendo un po’ quota fino a “Sogliette degli Abeti”. Il sito è ottimo, è qui che trascorrerò la notte. Un tè caldo è quello che ci vuole. Al mattino verso Piano della Corte e ancora su per creste verso la cima del Monte Gallinola (1923 m): qui posso godere di un paesaggio mozzafiato, il Monte Vesuvio.

 

E’ già ora di scendere giù verso il pianoro di Campitello Matese, tra i numerosissimi canali e pianori della Gallinola.
Le nuvole basse impongono attenzione e passo sicuro. Per allestire il campo 2 decido di mantenermi
in basso per evitare le temperature proibitive della notte. Alle sei del mattino inizia la salita al Monte Miletto (2050 m). Arrivo in cima alle otto. Il vento è forte. Ma ora è tutto più semplice: discesa verso Masserie Vallisecche e arrivo a Cala Cesa Castrilli.
Un’esperienza meravigliosa; come meravigliosa è la natura di questo nostro territorio, troppo spesso ferito dal disinteresse di chi non è in grado di conoscere e riconoscere le bellezze naturalistiche, culturali, storiche che il Molise è in grado di esprimere. Vivere tre giorni nella e con la natura, seguendone ritmi e tempi, vuol dire ritrovarsi, ma anche prendere consapevolezza di quanta bellezza e di quante meraviglie potremmo godere se solo riuscissimo a mettere da parte il concetto di ‘profitto a tutti i costi’ e anteponessimo a questo il benessere, nostro e dell’ambiente che ci è stato consegnato in custodia. Sì, custodire, proteggere, tutelare. Ovvero esercitare, con le proprie scelte, la salvaguardia di tutto quello che ci circonda.
Custodire, proteggere, salvaguardare questa natura che, se ben considerata, può rappresentare quella reale opportunità di ecosostenibilità autentica, la sola via per lasciare ai nostri figli un mondo più pulito
e più bello.

Guglielmo Ruggiero
Socio Aigae Molise
guglielmogae@gmail.com

 

La Traversata del Massiccio del Matese, 40 Km circa
Dislivello complessivo in salita 1900 m
Prima tappa:
Campitello di Sepino – Rifugio Tre Frati (sentiero 136) – Monte Mutria
1823 m – Serra Macchia Strinata (sentiero 100 DM ) – La Casella – Sentiero
delle grotte (sentiero 100 e 124 ) – Sogliette degli Abeti.

Seconda tappa:
Sogliette degli Abeti – Piano della Corte – Monte Gallinola 1923 m – pianoro
Campitello Matese (sentiero 100 DM )

Terza tappa:
Pianoro Campitello Matese – (sentiero 100 DM ) – Monte Miletto 2050
m (sentiero 106) – Colle Tamburo – Masserie Vallisecche – Campitello di
Roccamandolfi (sentiero 100 DM )

 

[Nota 1] L’autore ringrazia chi ha sostenuto questo piccolo progetto: Il Club Alpino Italiano Molise, Lega Ambiente Molise, Wwf Molise, Coordinamento Aigae Molise, l’Associazione AQ Caput Frigoris per il supporto tecnico meteorologico e tutti gli amici che con il loro affetto mi hanno accompagnato in questa avventura.

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