Un Po di…donne a remi da Venezia ad Aquileia Lungo il percorso della Litoranea Veneta

Quando qualche anno fa partecipai alla ricerca “Acque Antiche: il percorso della Litoranea Veneta”1, mai avrei immaginato, un giorno, di percorrere questo itinerario a remi. Lo studio nacque con l’obiettivo di far conoscere la Litoranea Veneta, un antico sistema di vie endolagunari, che collegava e collega ancora la Laguna di Venezia al Golfo di Trieste e che si dirama verso l’entroterra in numerosi canali e fiumi, e di valorizzarne le valenze culturali, storiche e naturalistiche. 

Fu un lavoro appassionante e altrettanto coinvolgente è stato progettare e realizzare il secondo viaggio del gruppo “Un Po di… donne”2 proprio lungo la Litoranea. Un itinerario a remi di 310 km da Venezia ad Aquileia che ha attraversato le Lagune di Venezia, Caorle, Marano e Grado, i fiumi Sile, Piave, Livenza, Tagliamento e Stella, fra barene ecasoni da pesca, lidi e centri abitati comeCavallino, Jesolo, Eraclea, Caorle e Grado. Un viaggio all’insegna della voga veneta, del movimento, un esempio significativo di turismo sostenibile e lento. Spostarsi in barca a remi significa infatti percorrere i luoghi con lentezza e attenzione, rispettando la natura e incontrando le persone che li abitano e inoltre, nel caso specifico, esplorare un territorio vicino per collocazione geografica alla propria residenza, ma, forse proprio per questo, poco conosciuto. Per me, poter ripercorrere a remi un ambiente divenuto ambito di studio e poi luogo di lavoro è stato aggiungere consapevolezza della bellezza che ancora lo pervade e del suo indissolubile legame con l’acqua, perché proprio l’acqua rappresenta l’elemento d’unione fisico, prima che storico e culturale, di queste terre fra Venezia ed Aquileia. Allo stesso tempo ha significato acquisire un certo senso di sofferenza e insieme di insofferenza di fronte all’insufficiente governo e salvaguardia di questi fragili ambienti. Questo stesso territorio, infatti, se percorso via terra appare molto più frammentato da strade, zone industriali e infrastrutture varie che ne interrompono l’armonia e ne deturpano la natura e l’arte. Via acqua, escludendo le barche delle remiere locali, si incontrano solo imbarcazioni a motore, pur essendo un ambiente ideale per la navigazione a remi. La Provincia di Venezia proprio quest’anno ha partecipato al progetto “Slowtourism” nell’ambito di un programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia, con l’obiettivo di creare forme di turismo ecosostenibile. Promuovere il territorio secondo questi principi significa prendere atto di alcune problematiche che devono essere affrontate da cittadini e amministratori con responsabilità, poiché la salvaguardia dell’ambiente non può coesistere contemporaneamente con scelte che lo danneggiano. Il nostro viaggio è stato patrocinato e sostenuto3 dall’Assessore Tiziana Agostini del Comune di Venezia e dall’Assessore all’Agricoltura e alla Voga veneta Lucio Gianni della Provincia di Venezia e ci auguriamo che questo sia un segnale di impegno in questa direzione. Il viaggio, qui riportato per sunto, è descritto in dettaglio sul nostro blog: www.unpodidonne.wordpress.com, dove è stato abilmente raccontato da Maggie e trasposto in versi da Silvia.

Le tappe
Il viaggio è durato 10 giorni, dal 16 al 25 agosto 2012, con tappe di 25/40 km giornalieri, hanno partecipato 22 donne dai 19 ai 61 anni su una flotta composta da tre barche: una caorlina a sei remi, un sandolo a 4 remi e un bragozzo4 a motore come barca appoggio.

Giovedì 16 agosto
Giudecca-Cavallino

Da Venezia toccando le isole di San Giorgio, San Pietro di Castello, Vignole e Sant’Erasmo raggiungiamo il litorale nord che separa la laguna dal mare. A Treporti infiliamo il canale di Pordelio che sfiora le rive del piccolo borgo e attraversa barene, colorate di lilla per la fioritura di Limonio. Voghiamo fino a piazza Cavallino, dove Antonio della remiera locale ci accoglie per fare ormeggiare le nostre barche. Incontriamo anche il Presidente della Cooperativa Produttori Ortofrutticoli di Saccagnana che ci offre alcune cassettine dei rinomati ortaggi prodotti in zona. Il primo giorno già annuncia quella che sarà una nota distintiva di tutto il viaggio: un susseguirsi di incontri connotati da gentilezza e ospitalità.

Venerdì 17 agosto
Cavallino-Caorle

Da giorni ci preoccupa la tappa odierna: dobbiamo percorrere 12 chilometri in mare, la chiusa di Cortellazzo infatti è inagibile e con essa di fatto un tratto della Litoranea. Per fortuna le condizioni meteo sono propizie, c’è un po’ di bora, ma a metà mattina dovrebbe smorzare. Superiamo le conche del Cavallino e alla foce del Sile-Piave Vecchia usciamo in mare. Impavide cavalchiamo le onde, il sandolo sobbalza, emerge e si inabissa fra i flutti e ogni tanto imbarca acqua, ma procede svelto. La caorlina, più pesante e stabile, avanza lentamente sollecitata dalla spinta incessante di dodici braccia. Sulla spiaggia sfilano gli alberghi di Jesolo sovrastati dai recenti grattacieli, con ai piedi un tappeto di ombrelloni. Prima di rientrare alla foce del Piave, ci concediamo un bagno rigenerante, è stata dura! Forse perquesto ci attende un premio: a Cortellazzo, Marco e Claudia dell’associazione “Amici per la Gondola” ci hanno preparato un pranzo con polenta e schie (gamberetti) e tante altre leccornie, sarà ancora più dura riprendere a vogare! Ripartiamo seguendo nuovamente i canali dell’Antica Litoranea. Una signora in costume da bagno sta sulla riva e pesca, le chiediamo come va, ci risponde ottimista: «Qualcosa si prende sempre, se non i pesci almeno il sole». A Caorle ci aspettanoil Presidente della remiera, il Sindaco e l’Assessore comunale, il Presidente del Consorzio di Bonifica con omaggi e aperitivo e infine Claudia e Massimo che ci ospitano a casa loro per la cena e la notte, tanto, siamo solo in 17! La loro ospitalità è veramente squisita e ci lascia senza parole.

Sabato 18 agosto
Caorle-Marano

Un invitante profumo di croissants e caffè ci dà la sveglia. Raccogliamo zaini, gonne e magliette, asciugamani, scarpe e cibi, forcole e remi: salpiamo. Risaliamo il Canalon e ci inoltriamo nella Laguna di Caorle aggirando Valle Nuova, una delle valli da pesca superstiti dopo l’intensa bonifica subita dalla laguna e Vallevecchia, azienda agricola sperimentale della regione Veneto interessata da un progetto di rinaturalizzazione. Lungo il canale Cavanella e dei Lovi fino a Porto Baseleghe incrociamo molte imbarcazioni a motore, perla maggior parte rispettose della nostrapresenza, rallentano, anche se non sempre è sufficiente alle esigenze di una barca vogata in piedi, è un vero piacere ricevere gentilezza. Risaliamo un tratto del Fiume Tagliamento fino alla conca che immette nel canale verso la Laguna di Marano. La laguna si apre davanti a noi in un immenso specchio d’acqua, all’orizzonte il campanile di Marano. Una gondola, inconfondibile, ci viene incontro. Alessandro, Marco, Jacopo e Michael della Remiera Maranese ci conducono per scorciatoie attraverso la loro laguna e l’oasi naturalistica delle foci del Fiume Stella fino al paese.

Domenica 19 agosto
Marano-Aquileia

Alessandro e Michael ci precedono con la loro gondola attraversando le secche fino a Porto Buso, facendoci risparmiare molta strada, mentre il bragozzo è con stretto a fare un lungo giro seguendo diligentemente i canali navigabili ben segnati dalle bricole. In prossimità della bocca di porto la corrente entra veloce in laguna, facciamo fatica a tenere le barche sulla giusta rotta. La Laguna di Grado è puntellata di piccole isole, ciascuna occupata da un casone, oggi adattato alla villeggiatura. Già in lontananza scorgiamo il campanile di Aquileia, prima di raggiungerla accostiamo all’isola Monteron per il pranzo, la riva ombreggiata è troppo invitante perché i cartelli di divieto di ormeggio possano dissuaderci. Annunciata la nostra presenza ai proprietari, riceviamo l’invito di visitare l’isola. Prima di ripartire ci incamminiamo fra alberi da frutta, orti e viti, fino al giardino della villa, assaggiamo vini e liquori prodotti su questo piccolo lembo di terra. Finalmente ad Aquileia: ci attendono Maurizio dell’associazione Canale Natissa per ormeggiare le barche, Paolo gestore dell’ostello con una sorpresa, una mostra di sue fotografie sulle regate a Venezia, Cecilia e i musicisti del gruppo Overfolk per animare la festa a ballo nel giardino dell’Hostaria al Parco e molti amici sopraggiunti da Venezia.

Lunedì 20 agosto
Aquileia e Grado

Silvia, la nostra Guida, ci accompagna nella visita di Aquileia: fra i mosaici ci fa notare immagini e simboli che riguardano le donne. Per il pomeriggio siamo attese a Grado, decidiamo di fare il viaggio in due gruppi: uno in bicicletta e uno in caorlina e bragozzo. Cristiano, Presidente della Remiera Gradense ci viene incontro vogando e ci fa strada verso il canale dove ha sede la cooperativa dei pescatori e dove ci ha preparato un rinfresco. Ci accompagna poi a visitare il centro storico affacciato sul mare. Rientriamo ad Aquileia poco prima del buio. Quando riportiamo le bici la notorietà ci ha raggiunte e il proprietario della Sodales Aquileia Snc si sente onorato di offrirci il noleggio e qualche bottiglia di buon vino, oltre a raccontarci dei suoi progetti di turismo slow.

Martedì 21 agosto
Rotta a Rivarotta

Lasciamo Aquileia, seguiamo il Fiume Natissa fino alla laguna e poi, prima di affrontare la faticosa risalita del Fiume Stella sostiamo per il pranzo in un’isola con un grande casone. Di nuovo in viaggio, il paesaggio muta gradualmente: dalle ampie distese d’acqua lagunari, al canneto, a un corridoio di rive verdi e piante acquatiche galleggianti da cui ogni tanto prende il volo una coppia di anatre, un Martin pescatore, un airone. Dopo due ore di voga contro corrente la riva di un ristorante è un miraggio, veniamo accolte con perplessa curiosità: «Fino a Rivarotta? Non ce la farete mai, la corrente è troppo forte, ci sono alberi e secche nel letto del fiume, abbiamo avuto difficoltà anche con gommone e motore da 40 cavalli». A queste parole iniziamo ad essere preoccupate, ma Anna, regatante dalla battuta pronta, interviene: «Ma non ci avete provato con 16 puledre!». Ridiamo, la sfida è lanciata, rimontiamo in barca assetate di rivalsa e promettiamo di tornare la mattina dopo, vittoriose, a farci offrire il caffè. Dopo Precenicco e Palazzolo dello Stella la corrente è effettivamente intensa, ma il fiume è uno spettacolo della natura, selvaggio e indomito, con ampie anse che curvano sotto a maestosi alberi protesi verso l’acqua. Avanzare diventa più difficile per i tronchi che sbarrano il fiume e per la corrente che fa virare le nostre barche diventate fuscelli. Un’ultima ansa, il rintocco delle campane suona le otto, è sera ormai e siamo a Rivarotta, esultanti.

Mercoledì 22 agosto
Rivarotta-Vallevecchia

La squisita colazione all’albergo al Donatore di Rivarotta è guarnita dalla gentilezza e simpatia della proprietaria. E’ un buon inizio, ma siamo preoccupate perché dobbiamo ridiscendere il fiume e affrontare l’intensa corrente. E infatti alla terza ansa la caorlina viene spinta con forza verso la riva coperta di alberi, i rami sporgenti sono vigorosi e sferzanti, abbassiamo le teste, Anna da sopra la poppa salta con destrezza dentro la barca, per fortuna incolume e senza perdere il remo. Non abbiamo il tempo per riprenderci dallo spavento, fermarsi è impossibile, già dobbiamo superare altri ostacoli. Il sandolo avanza senza problemi trasportato dalla corrente. Al ristorante sul fiume ci fermiamo per bere il caffè guadagnato la sera prima. Nel ripartire scopriamo con sorpresa che dobbiamo vogare di nuovo contro corrente: la marea crescente contrasta la spinta del fiume anche se siamo lontane chilometri dal mare! A sera arriviamo stanche a Vallevecchia, Francesco e Antonio di Veneto Agricoltura ci vengono in aiuto e trasportano i nostri bagagli fino all’ostello della parrocchia dove siamo ospiti.

Giovedì 23 agosto
Vallevecchia-Cortellazzo

La mattina arrivano Diana, Manuela e Claudia, braccia fresche per vogare. Costeggiamo i canali lagunari fiancheggiati da canneti che ondeggiano al vento. Ci fermiamo ai casoni dell’isola dei pescatori di Caorle dall’amico Gigi che ci offre il caffè e ci mostra il suo casone, uno dei pochi che ha conservato la forma originale con il fogher al centro e che ancora viene usato per la pesca. Riprendiamo la navigazione seguendo il piano di cambio equipaggi predisposto, come ogni giorno, da Silvia in un abile gioco di equilibri: sta attenta che tutte abbiano un turno di riposo, che in tutte le barche vi siano le forze bilanciate. A Torre di Fine incontriamo Angelo e Ivano della Voga Veneta Jesolo, in mascareta5, ci guidano al cantiere dove lasciare le barche e al nostro alloggio: gli spogliatoi della locale polisportiva.

Venerdì 24 agosto
Cortellazzo-Lio Piccolo

Affrontiamo di nuovo il mare, non c’è vento, onde basse e lunghe: con la corrente a favore procediamo in fretta e torniamo nella Laguna di Venezia. Ci attende una giornata impegnativa: a Cavallino ci raggiunge l’Assessore Gianni con la troupe televisiva per le riprese. Quando l’Assessore ha saputo del nostro viaggio ha voluto organizzare un appuntamento dal titolo “Lagunando” a Lio Piccolo, un antico litorale ora lembo di terra in mezzo alla laguna, per parlare della voga e dei prodotti tipici di queste terre salmastre. Voghiamo lungo il canale dei Bari che attraversa un pezzo di laguna straordinario fra barene e valli da pesca. A Lio Piccolo ci aspettano alcuni abitanti, i ragazzi della remiera, gente arrivata in bicicletta, l’Assessore e il Sindaco Orazio di Cavallino-Treporti e una bella tavola imbandita con i prodotti locali, dolci e cibi preparati dall’agriturismo Le Manciane e dall’Associazione il Borgo. Molti ospiti salgono sulle barche per provare la voga veneta: anche qualche nativo si mette ai remi e la differenza si vede, si rivelano quasi tutti buoni vogatori. Quando riusciamo a montare le tende è già buio.

Sabato 25 agosto
Lio Piccolo-Giudecca, il ritorno

La notte in laguna in tenda è un concerto di suoni, brusii, scalpiccii, la maggior parte sfuggono alla nostra esperienza: il fruscio delle foglie del pioppo tremulo sembra pioggia, i richiami degli uccelli notturni sono sibili, trilli, fischi. La colazione ha il sapore mielato e antico dei dolci fatti in casa, delle marmellate di frutti selvatici, non vorremmo ripartire, ci attardiamo all’osservatorio sull’argine di Valle Olivari: fino a qualche giorno fa si potevano vedere i fenicotteri. Di nuovo in barca passiamo accanto alle ex saline di San Felice e in vista delle isole di Burano e Torcello costeggiando il Crevan, ci infiliamo nel Passaora che fiancheggia tutta Sant’Erasmo e infine siamo a Venezia, in un turbinio di barche che sfrecciano a velocità inaudite nel Canale delle Navi. Ci vengono incontro a remi dalla Giudecca, è di nuovo festa, siamo in tanti per l’ultimo brindisi.

Luana Castelli
Socio Aigae Veneto
luana.castelli@limosa.it

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[1]  “Acque Antiche: il percorso della Litoranea Veneta” fu un progetto realizzato dalla Provincia di Venezia in parternariato con diversi comuni del Golfo Adriatico nel quadro dell’iniziativa Comunitaria Interreg IIIA Italia-Slovenia per far conoscere questa antica via d’acqua e incentivarne la fruizione turistica. Partecipai alla ricerca per conto della cooperativa Limosa, la cooperativa di Guide naturaliste di cui faccio parte, i risultati furono pubblicati nel 2004 da Mazzanti Editore.

[2] Un Po… di donne è un gruppo nato nel 2011 all’interno dell’Associazione Canottieri Giudecca di Venezia che, in occasione dei festeggiamenti del trentennale della remiera, ha realizzato il viaggio a remi da Venezia al Parco del Delta raccontato in Ambiente InFormazione anno 13 n. 3 del settembre 2011. L’iniziativa ha dato coesione al gruppo formato da una ventina di donne che, oltre a praticare la voga tutto l’anno, hanno deciso di continuare l’esperienza con un secondo viaggio da Venezia ad Aquileia. Hanno partecipato: Orietta Bellemo, Manuela Bertoli, Marzia Bonini, Margaretha Breil, Barbara Busetto, Anna Campagnari, Giovanna Della Toffola, Cristina Della Toffola, Claire Douville, Diana Ferrara, Monica Heglin, Sibylle Lohausen, Silvia Majer, Colleen McCann, Lucia Paoli, Roberta Pierobon, Claudia Ramasco, Katarina Rothfjell, Diana Scarpa, Elena Schiavon, Alessandra Zoppi e Luana Castelli.

[3] L’iniziativa ha avuto il patrocinio anche della Regione Veneto, dei Comuni di Cavallino-Treporti e Aquileia e il sostegno di tanti altri enti, remiere e amici.

[4] Caorlina, sandolo e bragozzo sono barche tradizionali veneziane che, utilizzate un tempo per il lavoro, sono usate oggi per le regate e il tempo libero.

[5] Piccola barca veneziana oggi usata per la voga tradizionale e le regate

 

 

La litoranea Veneta

Anticamente il sistema fluviale utilizzato per i traffici e le comunicazioni assunse un’importanza pari a quella dei grandi percorsi stradali. Nell’area veneto-friulana antistante il Mare Adriatico ebbe notevole rilevanza la Litoranea Veneta: un sistema di canali e fiumi che permetteva la navigazione e il trasporto di merci dalla Laguna di Venezia al Golfo di Trieste. Lungo il suo percorso di 134 km sorsero numerosi insediamenti e porti in parte ancora presenti. La Litoranea inizia nella Laguna di Venezia, supera il Porto del Lido e attraversando i Canali Treporti, Pordelio e Casson tocca il Fiume Sile. Si immette poi nel Canale Cavetta fino a Cortellazzo dove incontra il Fiume Piave. Da qui attraverso i Canali Revedoli, Largon, Commessera, dell’Orologio e Saetta e passando per Bocca Volta giunge alla Laguna di Caorle dove prosegue nei Canali Nicesolo, del Morto, Baseleghe, Cavanella, dei Lovi, Lugugnana, Cava Nuova, Cava Bevazzana fino al Fiume Tagliamento. Con i Canali Lovato e Pantani inizia ad attraversare la laguna di Marano e Grado, quindi i Canali Giò de Mur, Taglio Nuovo, S. Pietro di Ori, di Barbana, Tiel, per terminare il suo tragitto nel Canale Isonzato che a sua volta si immette nel Fiume Isonzo, da dove si può proseguire fino a Trieste per mare. Lo sviluppo dei trasporti su strada avvenuto dagli anni ‘50 in poi con l’espansione dell’uso dell’automobile, ha ridimensionato l’utilizzo delle vie d’acqua. La Litoranea da allora è utilizzata quasi esclusivamente per il trasporto industriale, in quanto con le sue diramazioni collega le zone produttive di Monfalcone, dell’Aussa-Corno e Porto Nogaro, di Pordenone, Treviso, Portogruaro e San Donà. La Litoranea fa parte del sistema idroviario padano-veneto e con le sue principali diramazioni forma una rete navigabile lunga 514 chilometri. Inoltre lo sviluppo di chilometri di alzaie e argini rappresenta una grande possibilità anche per chi desidera muoversi in bicicletta. La Litoranea, con opportuni interventi di manutenzione di canali e argini, la realizzazione di porticcioli, attracchi, servizi di noleggio e assistenza, potrebbe offrire un contributo importante all’economia locale per i trasporti di merci e per il turismo, che potrebbe usufruire di realtà ambientali, naturalistiche e storiche affascinanti, quali le Lagune di Marano, Bibione, Caorle e Venezia; i resti archeologici di Aquileia, Concordia e le ville venete del Brenta.

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