EMERGENZA CORONAVIRUS… trasformiamola in un’opportunità. Proposte per un rilancio del Turismo Ambientale e Sostenibile

Conseguenze della pandemia in ambito turistico

L’inevitabile paresi economica, contemporanea e successiva all’emergenza sanitaria, che sta colpendo e colpirà in tempi e maniere differenti tutte le nazioni e tutti gli ambiti dell’economia e della finanza, ha un effetto devastante in particolare sul turismo e su tutte le attività ad esso correlate, soprattutto in un paese come l’Italia dove questo rappresenta, tra diretto e indotto, una cospicua parte del PIL.

I consumi avranno una forte contrazione e si volgeranno al soddisfacimento dei bisogni primari, dei quali non fa strettamente parte il turismo. Già ora, mentre altri settori marciano ad andatura ridotta, il turismo è assolutamente fermo: agenzie di viaggio, Tour Operator, alberghi, B&B, guide turistiche, guide ambientali escursionistiche, guide alpine, parchi, musei, centri di educazione ambientale, compagnie di bus, e potremmo continuare a lungo con l’elenco, sono del tutto bloccati fino a data da destinarsi.

Mentre all’allentarsi delle restrizioni è plausibile un graduale ritorno alla normalità per molti settori quali industria, manifatturiero, ristorazione, commercio, edilizia, trasporti e logistica, ecc., quello del turismo sarà inevitabilmente il settore che vedrà ripartire più tardi l’attività. Il turismo interno dovrà fare i conti con la mancanza di liquidità, la perdita di posti di lavoro, la mancanza di periodi di ferie (usate forzatamente durante il blocco delle attività), ecc., mentre per il turismo di incoming, (alla riapertura delle frontiere),
dovremo aggiungere la paura di visitare un paese colpito così gravemente dal virus e la difficoltosa ripresa della regolarità dei collegamenti aerei.

Ci troviamo ormai a ridosso della stagione turistica 2020, che avrebbe dovuto entrare nel vivo proprio nella settimana di Pasqua e che invece potrebbe vedere chiuso l’anno a incassi zero; l’ovvia, gravissima conseguenza è che, se tutto andrà bene, i primi introiti per gli operatori del turismo a tutti i livelli cominceranno ad arrivare per lo meno tra un anno, date le caratteristiche di elevata stagionalità nella stragrande maggioranza del paese nei segmenti di turismo attivo, ambientale, sostenibile.

Tale scenario, grave e difficile per settori con grossi capitali e liquidità, diventa apocalittico e letale per quello turistico, dove la stragrande maggioranza delle realtà è fatta di piccolissime imprese, dipendenti e professionisti che non potrebbero in nessun modo reggere l’impatto di un intero anno senza guadagni ma con spese da sostenere ugualmente quali affitti, mutui, utenze, manutenzioni, ammortamento di attrezzature ecc.

Certamente non è nostro compito dare indicazioni sulle azioni economiche che lo Stato può o deve mettere in atto per mitigare gli effetti di questo durissimo colpo all’economia italiana, vogliamo però dare il nostro contributo progettuale con alcune idee e osservazioni per un immediato sostegno e rilancio dei segmenti turistici ambientale, attivo e sostenibile, quelli cioè di cui maggiormente ci occupiamo.

 

Turismo Ambientale, Attivo, Sostenibile: caratteristiche, numeri, importanza e qualità nascoste

È indubbio che, a livello mondiale, l’Italia sia considerata una destinazione turistica matura nei segmenti “Montano”, “Balneare” e delle “Città d’arte” e che da questi provenga la maggioranza del fatturato; è altresì indubbio che il trend mondiale vada verso lo sviluppo di nuovi turismi, sempre diversi e sempre al passo con i nuovi bisogni dei viaggiatori e che sia necessario aggiornarsi in quest’ottica.

Le parole “ambientale”, “attivo” e sostenibile individuano tutti i turismi legati ad attività che si svolgono a contatto con la natura, le tradizioni e la cultura di una determinata area geografica, includendo quindi per esempio il trekking, i cammini, la mountain bike, la canoa, il SUP, lo snorkeling, le visite ai borghi e ai siti minerari dismessi, i percorsi enogastronomici, ecc.

Il nostro suggerimento è quello di provare, come nazione, a reagire all’emergenza usandola si come un trampolino che consenta la ripartenza dei turismi maturi, ma anche e soprattutto che assesti il colpo decisivo per il decollo dell’Italia come destinazione per i nuovi turismi, primi fra tutti quello ambientale, quello attivo e quello sostenibile.

Proviamo a sottolineare di seguito alcune caratteristiche, necessità e benefit accessori ed importantissimi legati ai turismi ambientale, attivo e sostenibile:
– Sono i turismi del futuro, ad oggi gli unici che possano vedere aumenti a doppie cifre, e che potrebbero in futuro anche compensare una eventuale curva stagnate o in flessione del turismo tradizionale
– Favoriscono la lotta allo spopolamento delle aree rurali e dei piccoli comuni perché anche con modesti ricavi vanno ad integrare il reddito dei residenti di quel che serve a non emigrare o trasferirsi;
– Favoriscono la salvaguardia dell’ambiente naturale e del substrato culturale e delle tradizioni perché queste sono le motivazioni di viaggio;
– Interessano un target “aggiuntivo” e non “alternativo” a quello del turismo di massa che si riversa nelle grandi città e al mare;
– Interessano un target spesso ricco e colto, disposto a spendere per buoni prodotti turistici, incentivando quindi una professionalizzazione e un miglioramento dell’offerta;
– Necessitano si di interventi strutturali mirati e importanti con una visione di lungo periodo ma possono anche sfruttare in larga parte infrastrutture esistenti, eventualmente ristrutturate e riadattate (recupero del patrimonio architettonico e infrastrutturale storico esistente);
– Gli investimenti ad essi correlati andrebbero nella maggior parte dei casi nella doppia direzione di aumento dei numeri del turismo e salvaguardia dell’ambiente, impossibile con i turismi “tradizionali”;
– Favoriscono la nascita della piccola imprenditoria e di nuove professioni e la crescita del settore dei servizi a supporto in aree attualmente depresse.

 

Evitare l’assalto alla diligenza

Uno dei nodi da sciogliere è la definizione di Turismo Ambientale: un termine che nel linguaggio comune ha un connotato ben preciso, ma che poi è difficile tradurre in una serie di parametri oggettivi. Ma è importante provarci, per evitare o quantomeno ridurre due effetti collaterali indesiderati:
– Arginare fenomeni di green-washing che attraggano nel settore entità che non hanno né le competenze né la mission del Turismo Ambientale, ma cercano solo un modo per riciclarsi sul mercato;
– Controllare l’accesso alle misure di incentivazione e simili da parte di soggetti privi dei necessari requisiti minimi.

Per tale motivo, nelle nostre proposte sottoelencate sarà dato giusto rilievo anche ad una serie di prerequisiti richiesti, essenziali per far sì che le azioni svolte vadano a beneficio di chi fa veramente Turismo Ambientale (e anche alle nuove imprese che desiderino davvero cimentarsi in questo campo) e non siano invece drenate da chi è pronto solo a buttarsi ovunque ci sia odore di guadagno.

Varare solo le misure proposte senza fissarne dei requisiti rigorosi sarebbe un’occasione sprecata che si potrebbe tradurre solo in sperpero di risorse pubbliche ma non in sviluppo concreto e duraturo del settore.

 

Gli stakeholder da coinvolgere: il problema delle guide

Per poter definire dei criteri rigorosi, occorre anche avere delle figure di riferimento certe e identificabili.
La filiera turistica tradizionale è sufficientemente matura da disporre di una serie di attori chiaramente delineati: hotel, ristoranti, trasporto, financo guide turistiche hanno un loro ben preciso profilo e sono chiaramente identificabili e citabili in ogni progetto di supporto.
Rimane invece una zona grigia nel settore strategico delle “guide outdoor”, sul quale è opportuno fare qui un piccolo approfondimento.

Il turismo ambientale, molto più di quello tradizionale, ha nelle “guide outdoor” una figura chiave e il perno centrale di una grossa fetta dell’offerta. Infatti, a differenza del turismo tradizionale, in cui le Guide Turistiche sono una figura professionale che opera in larga parte su ingaggio da parte dei Tour Operator, nel Turismo Ambientale le guide outdoor lavorano con una duplice figura, affiancando al tradizionale ingaggio anche l’organizzazione, promozione e offerta diretta al pubblico di servizi di Turismo Ambientale.
Diventano cioè veri e propri attori attivi del settore, e sono stati un elemento chiave nel successo che ha avuto in questi anni il Turismo Ambientale.

Purtroppo, la legislazione attuale non è stata al passo con i tempi, e non ha mai risolto in modo definitivo e chiaro le ambiguità e le sovrapposizioni tra le varie figure professionali coinvolte, creando contrapposizioni anche aspre, che non è però questa la sede per dettagliarle.

Ad oggi le principali figure dell’accompagnamento professionale outdoor sono riassumibili come segue:
  a) Guide Ambientali Escursionistiche (GAE), operanti ai sensi della legge 4/2013 sulle professioni non ordinistiche ma prive di uno specifico e dettagliato riconoscimento giuridico. Ad oggi sono:
     – Oltre 3000 GAE socie di AIGAE, presenti in tutte e 20 le regioni italiane
     – Circa 250 GAE socie di altre associazioni iscritte nelle apposite liste MISE previste dalla legge 4/2013 (stima AIGAE sulla base degli elenchi pubblicati)
     – Circa 300 GAE socie di altre associazioni non iscritte negli elenchi MISE, per lo più concentrate in Toscana, Valle d’Aosta e Sicilia (stima AIGAE)
     – Circa 500 guide “indipendenti” ma operanti comunque ai sensi di reggi regionali ante legge 4/2013 (stima AIGAE)
     – Circa 6000 guide outdoor a vario titolo, spesso come figure sportive associative oppure operanti in regime fiscale dubbio.
   b) Guide Alpine (GA), professione ordinistica esclusiva regolamentata dalla legge 6/1989 e dotata di appositi Collegi ed albi regionali. Sono stimabili in circa 700, presenti nelle sole 14 regioni in cui è stato costituito il relativo Collegio regionale
   c) Accompagnatori di Media Montagna (AMM), professione non ordinistica e non esclusiva, prevista come figura accessoria nella stessa legge 6/1989 sulle GA. Circa 350 AMM in Italia, nelle sole regioni in cui esiste collegio GA (stima su AMM e GA effettuata da AIGAE sulla base degli elenchi presenti nei vari portali regionali)
   d) Oltre alle professioni suelencate si vanno affermando altre professioni che, anche se oggi numericamente minoritarie, hanno e avranno sempre più un ruolo attivo nel settore: Guide Canyoning, Guide Equestri Guide di Cicloturismo, ecc. ecc. L’elenco è incompleto e in continua evoluzione, e non può essere trattato in modo esaustivo in questo documento ma non per non merita di essere preso in considerazione da qualunque progetto in tema di Turismo Ambientale.

È evidente dai numeri sopra riportati come sia fondamentale da un lato includere le GAE in qualunque progetto promozionale del Turismo Ambientale, e dall’altro sia indispensabile chiarirne in modo inequivocabile la figura professionale dando così alla Pubblica Amministrazione uno strumento univoco e
chiaro per identificare le figure professionali da coinvolgere.

Cogliamo quindi questa occasione per ricordare l’estrema necessità dell’aggiornamento del quadro normativo di riferimento che dovrà adattarsi al meglio alle richieste e necessità dei nuovi mercati turistici, che regoli in maniera puntuale i requisiti di accesso, gli ambiti di operatività e le attività delle professioni di riferimento dei segmenti turistici citati, che avranno degli ambiti di stretta competenza come anche degli ambiti comuni nei quali le loro attività potranno sovrapporsi anche a seconda delle caratteristiche
climatiche, orografiche e geomorfologiche delle diverse aree del paese.

AIGAE ha già elaborato la sua proposta per la propria categoria, che è già stata messa a disposizione ai diversi interlocutori istituzionali: chiediamo ora di imprimere un rinnovato slancio alla proposta, che saremo lieti di illustrare a chiunque fosse interessato.

 

Il Ruolo delle Guide Ambientali e di AIGAE

AIGAE raccoglie e rappresenta le Guide Ambientali Escursionistiche che lavorano su tutto il territorio nazionale ed in altri paesi del mondo e che svolgono tutte le attività connesse con il turismo ambientale, attivo e sostenibile. Un patrimonio di professionalità e competenze multiformi e trasversali che vogliamo mettere a disposizione del Paese; tra i nostri iscritti ci sono infatti non solo figure legate al mondo naturalistico ma anche Ingegneri Ambientali, Geologi, Biologi, Avvocati, Commercialisti, esperti di
Marketing, Tour Operators, ecc., che uniscono alle esperienze di guida anche quelle della propria formazione ed esperienza e in più hanno competenze in ambito turistico. Una voce preziosa e un punto di vista a 360° sul settore del turismo ambientale, che potrebbe dare il proprio apporto proficuo a una politica di promozione dell’Italia come destinazione turistica di turismo ambientale, attivo e sostenibile nel mercato interno e negli altri mercati di riferimento, anche con pubblicazioni, documentari, attività di social
media management, destination management, ecc.;

 

Definizioni (sintesi)

Come già accennato, definire in modo ineccepibile e oggettivo ogni attore del settore del “Turismo ambientale” è tema arduo, tantopiù quando in molti casi gli stakeholder operano in più campi. Nel tentativo di circoscrivere quindi le azioni sotto illustrate a chi opera VERAMENTE nel settore, adotteremo le seguenti definizioni:

  – Guida Outdoor: GAE, GA o AMM operanti in regime professionale (non escludendo però eventuali allargamenti ad altre figuri professionali che il legislatore riterrà opportuno inserire).
  – Alloggio del TA (Turismo Ambientale): strutture di alloggio coinvolte nel TA
  – Tour Operator specializzato in TA: Tour Operator italiano per il quale il Turismo Ambientale sia parte prevalente o esclusiva del proprio fatturato.
  – Cammini: itinerari escursionistici di più giorni censiti nello “Atlante dei Cammini d’Italia”

Per i dettagli sulle singole definizioni vedi APPENDICE.

 


Le nostre proposte per un rilancio del Turismo Ambientale (di seguito “TA)

1. Sostegno finanziario diretto e incentivi fiscali a professionisti ed imprese

L’argomento è già stato affrontato a livello nazionale e generale, e va oltre la nostra competenza. Evidenziamo comunque che per l’intero settore del Turismo tali sostegni dovrebbero essere prolungati
ben oltre il periodo delle restrizioni, poiché l’intero settore vedrà una drastica riduzione del fatturato per un periodo ben più lungo, stimabile in almeno 8/10 mesi se non addirittura un anno. Chiediamo quindi che tutte le misure dirette di sostegno a favore di tutti i professionisti e le imprese del turismo, Guide Outdoor incluse, come ad esempio il contributo COVID di € 600/mese per i singoli professionisti o la CIG per le imprese, siano estese almeno fino al 31 marzo 2021.

 

2. Razionalizzazione giuridica della figura delle GAE e superamento delle attuali incongruità legislative

Come illustrato nei paragrafi precedenti, la figura delle GAE è un tassello fondamentale per il rilancio del settore, e non può continuare a rimanere soffocato dall’attuale incertezza legislativa che non le riconosce una piena e totale dignità giuridica. Richiediamo che venga quindi definitivamente superato questo ostacolo, varando una legge che all’interno della più ampia cornice della legge 4/2013 (quella sulle c.d. professioni non ordinistiche) ne riconosca i pieni diritti di esistenza e operatività e ne definisca i requisiti di qualifica. AIGAE ha già presentato a vari interlocutori istituzionali una proposta articolata e completa in tal senso, e sarà lieta di illustrarla a chiunque abbia veramente a cuore uno sviluppo ampio, solido, e moderno del Turismo Ambientale

 

3. “Buoni vacanza” di TA

Istituzione di buoni vacanza spendibili in servizi di TA, e in particolare per:
  – Prestazioni professionali di Guide Outdoor;
  – Pacchetti di viaggio di TA (come da definizioni in Appendice);
  – Soggiorni in alloggi del TA, con possibilità di innalzamento del valore del voucher per alloggi lungo i Cammini, nei Parchi Nazionali o Regionali o in strutture in possesso di Eco-label.

 

4. Prestazioni singole giornaliere delle guide outdoor

– Esenzione IVA delle prestazioni professionali. Il DPR 633/72 sul regime IVA già prevede, con l’art. 10 comma 22, l’esenzione IVA per “visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”. Si richiede l’estensione a qualunque visita guidata qualora condotta da una Guida Outdoor.
– Detraibilità delle spese per prestazioni di Guida Outdoor, con un tetto di € 30/giorno/persona.
Validità: illimitata.
Nota: tale misura avrebbe anche l’effetto indiretto di una emersione fiscale del tanto lavoro nero e grigio che ancora pervade una larga fetta del settore dell’accompagnamento in natura (vedi paragrafi introduttivi).

 

5. Soggiorni “individuali” di famiglie e adulti in Italia

– Esenzione IVA dei soggiorni in alloggi del TA (come da definizioni).
Validità: fino al 31 dicembre 2021 per tutti gli alloggi di TA; fino al 31 dicembre 2024 per gli alloggi lungo i Cammini, nei Parchi Nazionali o Regionali o in strutture in possesso di Eco-label.
– Detraibilità fiscale delle spese sostenute per l’alloggio, purché in alloggi di TA, con un tetto di € 50 a notte a persona ed eventuale tetto annuo pari a 700€ (ovvero 14 pernottamenti).
Innalzamento del tetto a € 70/notte /persona e €1000/anno per gli alloggi lungo i Cammini, nei Parchi Nazionali o Regionali o in possesso di Eco-label.
Validità: fino al 31 dicembre 2021 per tutti gli alloggi di TA; fino al 31 dicembre 2024 per gli alloggi lungo i Cammini, nei Parchi Nazionali o Regionali o in strutture in possesso di Eco-label.

 

6. Viaggi e vacanze di gruppo (adulti, bambini, campi estivi ragazzi), ad esclusione di viaggi di istruzione

– Esenzione IVA dei pacchetti di TA (come da definizioni in appendice 1).
Validità: fino al 31 dicembre 2021 se organizzati da qualunque Tour Operator; fino al 31 dicembre 2024 se organizzati da Tour Operator specializzati in TA, eventualmente iscritti in apposita lista (come da definizioni in appendice 1).
– Detraibilità delle spese sostenute per pacchetti di TA in Italia, con un tetto di € 1000/anno.
Innalzamento del tetto a € 3000 per pacchetti organizzati da Tour Operator di TA.
Validità: fino al 31 dicembre 2021 se organizzati da qualunque Tour Operator; fino al 31 dicembre 2024 se organizzati da Tour Operator specializzati in TA, eventualmente iscritti in apposita lista (come da definizioni in appendice 1).

 

7. Viaggi di istruzione, visite didattiche esterne, progetti didattici

7.a Istituzione di un “Buono attività” a beneficio delle scuole, spendibile in:
– Attività e visite didattiche esterne giornaliere su temi di Educazione Ambientale, purché in presenza di Guide Outdoor. Si suggerisce un valore di almeno €5/studente/giorno di attività, e di prevedere la possibilità di buoni per almeno 3 giorni di attività per ciascun anno scolastico;
– Viaggi di istruzione in Italia che abbiano le caratteristiche di pacchetti di TA (come da definizioni in appendice 1). Si suggerisce un valore di almeno 100€/studente, innalzato a € 150/studente per pacchetti organizzati da Tour Operator specializzati in TA, eventualmente iscritti in apposita lista (come da definizioni in appendice 1).

7.b Esenzione IVA
Totale esenzione IVA per:
– Attività e visite didattiche esterne giornaliere su temi di Educazione Ambientale, purché in presenza di Guide Outdoor (qualora non venga approvata l’esenzione di cui al punto 3);
– Viaggi di istruzione in Italia che abbiano le caratteristiche di pacchetti di TA (come da definizioni in appendice 1).
Validità: fino al 30 giugno 2021 (A.S. 2020/21) per pacchetti organizzati da qualunque Tour Operator; fino al 30 giugno 2025 per attività e visite didattiche con Guide Outdoor e pacchetti di TA organizzati da Tour Operator specializzati eventualmente iscritti in apposita lista (come da definizioni in appendice 1);

7.c Detraibilità fiscale
Totale detraibilità fiscale alle famiglie, senza alcun tetto massimo, per:
 – Attività e visite didattiche esterne giornaliere su temi di Educazione Ambientale, purché in presenza di Guide Outdoor (qualora non venga approvata l’esenzione di cui al punto 3);
 – Viaggi di istruzione in Italia che abbiano le caratteristiche di pacchetti di TA (come da definizioni in appendice 1).
Validità: illimitata.

 

8. Welfare aziendale

All’intero della normativa per il welfare aziendale (erogazione di buoni per servizi di varia natura legati al benessere della persona, effettuata dalle aziende a favore dei propri dipendenti o familiari), adottare misure che potenzino le facilitazioni fiscali alle aziende nei casi in cui gli importi erogati in welfare aziendale ai dipendenti riguardino:
   – Prestazioni professionali di Guide Outdoor;
   – Pacchetti di TA, purché erogati da Tour Operator specializzati eventualmente iscritti in apposita lista (come da definizioni in appendice 1);
   – Soggiorni in alloggi di TA (come da definizioni in appendice 1) che si trovino lungo i Cammini, nei Parchi Nazionali o Regionali o in strutture in possesso di Eco-label;

 

9. Altri progetti

Oltre alle iniziative specifiche sopra dettagliate, sarà fondamentale cogliere l’occasione per mettere a sistema una serie di azioni correlate, che dovranno comunque essere inserite in un quadro organico e coerente di sviluppo del Turismo in generale e di quello Ambientale in particolare.

Tra questi:
   – Campagne promozionali mirate e tematiche presso i vari segmenti di mercato

   – Ideazione di un efficace ventaglio di progetti di sviluppo legati ad ambiente e turismo, ad esempio nello sviluppo e manutenzione di reti sentieristiche e nello sviluppo,   ammodernamento e promozione di destinazioni turistiche con target di turismo Ambientale, Attivo, Sostenibile;

   – Potenziamento delle risorse a disposizione di Parchi e Aree Protette nella tutela dell’Ambiente e nella ricerca, razionalizzandone le piante organiche e dotandoli di maggiori risorse umane, scientifiche de economiche per portare avanti la loro “mission” principale: la tutela ambientale.

   – Potenziamento del ruolo degli stessi Parchi e delle Aree Protette nel settore del TA con il finanziamento di centri visita, punti informativi, calendari di attività divulgative da svolgersi avvalendosi delle Guide Outdoor

   – Mantenimento, miglioramento e promozione della rete sentieristica su tutto il territorio nazionale, anche avvalendosi del contributo sia Guide Outdoor professionali che del mondo del volontariato e di enti pubblici dall’indubbio know-how specifico, quali il CAI, Club Alpino Italiano

   – Rilancio della Cartografia Escursionistica e tematica nazionale, avvalendosi anche dell’esperienza e della conoscenza del tema e del territorio delle Guide Outdoor, anche semplificando e creando sinergie con i servizi Cartografici regionali nonché con l’Istituto Geografico Militare (ad esempio rendendo gratuito o comunque economicamente accessibile da parte degli editori l’utilizzo della basi cartografica IGM e/o a quelle regionali, anche digitali).

   – Rilancio in Italia della Certificazione Europea Eco-label (vedi appendice)

Roma, 15 aprile 2020

Si ringraziano per la collaborazione alla redazione del presente documento:
Mauro Orazi – Consigliere Nazionale AIGAE per il Lazio
Alessandro Abis – Consigliere Nazionale AIGAE per la Sardegna

 


APPENDICE – DEFINIZIONI

 

Guida Outdoor

Professionista dell’accompagnamento escursionistico in natura rientrante in una delle seguenti categorie:
GAE – Guida Ambientale Escursionistica iscritta in una associazione professionale di categoria presente nelle liste del MISE tra quelle che rilasciano Attestazione di Qualità, ai sensi legge 4/2013, per il seguente profilo professionale:
“È Guida Ambientale Escursionistica, altrimenti detta Guida Naturalistica, chi, per attività professionale, accompagna in sicurezza, a piedi o con altro mezzo di locomozione non a motore (fatto salvo l’uso degli stessi per raggiungere i luoghi di visita), persone singole o gruppi in ambienti naturali, anche innevati, assicurando anche la necessaria assistenza tecnica e svolgendo attività di didattica, educazione, interpretazione e divulgazione ambientale ed educazione alla sostenibilità. L’attività professionale della Guida Ambientale Escursionistica prevede la descrizione, la spiegazione e l’illustrazione degli aspetti ambientali, naturalistici, antropologici e culturali del territorio con connotazioni scientifico-culturali, conducendo in visita ad ambienti montani, collinari, di pianura e acquatici, anche antropizzati, compresi parchi e aree protette, nonché ambienti o
strutture espositive di carattere naturalistico, ecoambientale, etnologico ed ecologico, allo scopo di illustrarne gli elementi, le caratteristiche, i rapporti ecologici, il legame con la storia e le tradizioni culturali ed enogastronomiche, le attrattive paesaggistiche, e di fornire elementi di sostenibilità e di educazione ambientale. L’attività professionale della Guida Ambientale Escursionistica prevede inoltre la progettazione, programmazione e svolgimento di laboratori e iniziative di didattica, educazione, interpretazione e divulgazione ambientale, anche affiancando, in ambito scolastico, il corpo insegnante. Sono escluse dall’ambito professionale della Guida Ambientale Escursionistica tutte le attività e i percorsi che richiedano comunque l’uso di attrezzature e di tecniche alpinistiche,
cioè corda, piccozza e ramponi”.

     – GAE non iscritta ad alcuna associazione professionale ma comunque operante ai sensi di una legge regionale antecedente alla legge 4/2013, ove esistente.

     – GA – Guida Alpina operante ai sensi della legge 6/1989

     – AMM – Accompagnatore di Media Montagna come previsto dalla legge 6/1989:

NOTA: per motivi di sintesi e di competenza limitiamo il presente documento al solo accompagnamento escursionistico, ma invitiamo a considerare un eventuale allargamento ad altre figure professionali che il legislatore riterrà opportuno inserire (ad es. Guide Canyoning, Guide Equestri, Guide di cicloturismo ecc.).

 

Alloggio del Turismo Ambientale (o Alloggi TA)

Tutte le strutture alberghiere ed extra-alberghiere italiane (B&B, case vacanza, rifugi, campeggi ecc.) che siano in possesso di uno dei seguenti requisiti:
   – Localizzato in comune con meno di 100.000 abitanti;
   – Localizzato in comune di più di 100.000 abitanti, purchè al di fuori del centro abitato urbano.

 

Cammini

Percorso escursionistici di lunga percorrenza e di più giorni, lungo itinerari prefissati censiti nel “Atlante dei Cammini d’Italia” del MIBACT.

 

Tour Operator specializzato in Turismo Ambientale (o Tour Operator TA)

Impresa italiana dotata di licenza di Agenzia di Viaggi, che abbia avuto almeno il 50% del proprio fatturato derivante da pacchetti di viaggio di Turismo Ambientale nell’anno 2019. Si suggerisce l’istituzione di un apposito elenco, con parametri da definire, così da poter identificare con univocità i soggetti da coinvolgere.

 

Pacchetti di viaggio di Turismo Ambientale (o pacchetti di TA)

Pacchetti di viaggio riservati alle agenzie di Viaggi secondo la definizione del Codice del Turismo, purché utilizzanti contemporaneamente:
   – Almeno un alloggio di TA in Italia o all’estero per la metà più una delle notti del pacchetto
   – Prestazioni di una Guida Outdoor per almeno la metà dei giorni più uno del pacchetto.

 

La Certificazione Europea Eco-Label

La Certificazione Eco-label è un progetto europeo, di competenza per l’Italia all’ISPRA, per dotare le imprese a spiccata vocazione di sostenibilità ambientale di una certificazione rigorosa, riconoscibile e autorevole.
Il progetto Eco-label coinvolge ogni settore merceologico e di servizi, tra cui il turismo e in particolare le strutture ricettive.
Pur se partita con le migliori intenzioni, e nonostante il grande interesse iniziale dimostrato dal mondo imprenditoriale e alberghiero, la Certificazione Ecolabel ha sempre sofferto in Italia di una cronica carenza di risorse, soprattutto umane, con uno staff ridotto ai minimi termini che non ha potuto evadere la grande richiesta iniziale di accrediti. Il risultato è stato che, superato l’entusiasmo inziale, le aziende si sono presto disinteressate di una Certificazione che richiedeva tempi biblici e soprattutto incerti per essere ottenuta.

Rilanciare oggi l’Eco-label, e darle un particolare slancio nel mondo alberghiero e turistico, doterebbe le strutture italiane “virtuose” di una riconoscibilità formidabile sul mercato interno e internazionale e consentirebbe di traghettare davvero una fetta dell’accoglienza italiana verso la sostenibilità. I tempi richiesti non sono né immediati né brevi, ma proprio per questo ogni ulteriore ritardo appare sempre più ingiustificato.

Per maggiori dettagli sulla Certificazione Ecolabel: www.isprambiente.gov.it/it/certificazioni/ecolabel-ue

 

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