#BastaCastaDellaMontagna: il netto “no” di AIGAE arriva in Parlamento

#BastaCastaDellaMontagna: Un netto “no” di AIGAE alle proposte di modifica della legge 6/89, con l’introduzione dell’inutile e anacronistica figura di “guida escursionistica di montagna”.
Il Presidente di Aigae Spinetti e il responsabile dell’Ufficio Legale Berchicci sono stati ascoltati dalla Commissione Cultura della Camera in merito alle proposte di legge dei deputati Melilla, Vallascas, Borghi e De Menech.

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Con la presenza di AIGAE si è tenuta l’8 luglio 2016 l’audizione degli esperti presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati in relazione alle proposte di revisione della Legge 6/89 sulla professione di Guida Alpina presentata in 3 versioni da alcuni deputati del Partito Democratico (Enrico Borghi e Roger De Menech), di Sinistra Ecologia e Libertà (Gianni Melilla) e del Movimento 5 Stelle (Andrea Vallascas). Proposte simili che sono state unificate nella discussione in Commissione e di cui una è identica anche nella punteggiatura a un documento stilato da Collegio Nazionale Guide Alpine (CONAGAI) nell’aprile 2015.

 

In sintesi ecco cosa prevedono le proposte di modifica sostenute dal CONAGAI:
1)    a dispetto del nome della legge nulla o quasi che riguardi davvero la professione di Guida Alpina cioè l’alpinismo;
2)    la possibilità per le guide alpine di autodefinire quali siano le attrezzature alpinistiche cioè, in pratica, di autodeterminare quale sia l’ambito di attività professionale a loro riservato per legge;
3)    trasformazione della figura dell’Accompagnatore di Media Montagna in Guida Escursionistica di Montagna;
4)    creazione delle nuove figure della “guida canyoning”, “guida speleologica” e del “maestro di arrampicata”;
5)    la pretesa di mettere tutte le attività outdoor sotto il cappello delle Guide Alpine, che diventerebbero di fatto gli unici professionisti competenti su tutte le attività outdoor (non solo alpinismo ma anche escursionismo, torrentismo, speleo, guide vulcanologiche, ecc..) oltre che unici formatori autorizzati di tutte le professioni;
6)    la frammentazione dell’accompagnamento professionale in natura in ben 7 figure diverse (guida alpina, aspirante guida, guida escursionistica di montagna, guida vulcanologica, guida speleologica, guida canyoning e maestro di arrampicata);
7)    la possibilità per le sole Guide Alpine di svolgere anche le altre 5 professioni, mentre nessuna di queste potrebbe mai “sconfinare” negli altri ambiti;
8)    l’insistenza nel considerare solo l’ambiente montano.

Già nel 1989, anno di promulgazione della legge n.6, ci furono forti e seri dubbi in merito all’inserimento nella citata legge, negli articoli 21 e 22, dell’Accompagnatore di Media Montagna (AMM). La mancanza di un’adeguata rappresentanza in seno al Collegio delle Guide Alpine e gli evidenti limiti operativi, hanno fatto sì che quasi contemporaneamente nascesse la figura di Guida Ambientale Escursionistica (GAE): una figura più vicina alle richieste di mercato, non votata alla prova fisica dell’ascensione alla cima ma incentrata sugli aspetti descrittivi, evocativi, interpretativi e divulgativi dell’ambiente, oltre che al godimento turistico.
Una figura professionale a tutto tondo, con operatività estesa a tutti gli ambienti naturali; una figura professionale moderna, indipendente e pienamente rispondente alle esigenze di mercato.
Negli anni il mercato del “turismo outdoor” o “turismo verde” si è profondamente trasformato così come sono cambiati i flussi turistici e la domanda, che si è progressivamente orientata verso un prodotto sempre meno di taglio sportivo o agonistico e sempre più dai contenuti didattici, educativi, culturali e conoscitivi ingenerale; in poche parole, un prodotto turistico.
L’insuccesso dell’Accompagnatore di Media Montagna rispetto alle necessità e richieste del “turismo verde” è comprovato dal fatto che dal 1989 al 2015 solo Lombardia, Abruzzo e Marche hanno reso operativa questa figura professionale.
Al contrario, nello stesso periodo sono state ben 14 le Regioni che hanno regolamentato la professione della Guida Ambientale Escursionistica (Val D’Aosta, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Basilicata).
Riassumiamo: dal 1989 meno di 300 Accompagnatori di Media Montagna formati in tutta Italia dalle Guide Alpine, a fronte di una stima di 5.000 Guide Ambientali Escursionistiche formate dalle regioni o da corsi professionali ad hoc e ulteriori 5.000 tra gli addetti di parchi, aree protette e associazioni ambientaliste che si occupano di gestione, manutenzione, didattica e divulgazione.

Perché questa disparità numerica?
La risposta è semplice: è il mercato che ha bocciato l’Accompagnatore di Media Montagna, una figura professionale limitata ed inadeguata di cui – ed è evidentemente dimostrato dai numeri – non si è sentita e non si sente l’esigenza!

Ma allora, queste modifiche legislative, cui prodest?
Appare evidente che il CONAGAI, consapevole della scarsa concorrenzialità dell’accompagnatore di media montagna tenti di renderlo più simile alla guida ambientale escursionistica ma, soprattutto, tenti di rispondere alla fortissima crisi del mercato delle Guide Alpine regalandosi l’esclusiva nel mercato della formazione e l’assoluta prevalenza in tutti i settori dell’accompagnamento outdoor, anche in quelli che, fino ad ora, non hanno mai attratto il loro interesse professionale.
A questo punto occorre chiedersi se la formazione erogata dalle Guide Alpine sarebbe veramente qualificante per la nuova professione di Guida Escursionistica di Montagna.
La risposta è negativa per il semplice motivo che le Guide Alpine svolgono un altro mestiere: si occupano di alpinismo!
Infatti la proposta di modifica di Legge, così com’è, chiama le Guide Alpine ad erogare formazione in un ambito, l’escursionismo, guidato con componenti educative/culturali rispetto a cui non hanno le competenze necessarie: divulgazione, comunicazione, interpretazione, tecnica turistica, marketing, aspetti naturalistici ed ecologici, parchi e aree naturali protette, tutte materie che sono completamente avulse dal loro contesto professionale. Per utilizzare un paragone è come se chiedessimo a un medico chirurgo di fare formazione per i veterinari. Sempre di ambito medico si tratta ma le competenze e gli ambiti professionali sono fortemente differenziati!
Per raggiungere l’obiettivo si fa leva sul fattore sicurezza ma l’interprete smaliziato non potrà fare a meno di rilevare come gli incidenti gravi si verifichino in modo assolutamente prevalente nella pratica dell’alpinismo e dello sci (spesso anche con gruppi accompagnati da Guide Alpine) mentre nella pratica dell’escursionismo si verifichino praticamente solo con persone NON ACCOMPAGNATE.
Nell’attività di fruizione della natura a livello di accompagnamento escursionistico professionale il fattore sicurezza è importante ma non centrale anche perché essa si svolge per lo più su sentieri comodi, ben tracciati, sicuri e privi di ogni caratteristica che rende il percorso prettamente alpinistico, essendo già oggi esclusi dal contesto professionale escursionistico delle GAE gli elementi per la progressione che invece caratterizzano il profilo professionale della Guida Alpina (si veda, a tal proposito, cosa scriveva la Corte Costituzionale nella sentenza 459/2005 dove si esclude che l’attività delle guide escursionistiche possa essere ricondotta alla materia “sicurezza pubblica”).
A fronte dei circa 3,4 milioni di clienti accompagnati nel 2015 dagli associati AIGAE, ci sono stati solo tre incidenti, peraltro non gravi, e prontamente risarciti dall’assicurazione a cui obbligatoriamente aderiscono i nostri soci.
Se si vuole veramente mettere ordine nel comparto professioni turistiche, non è sicuramente la strada giusta mettere tutto nelle mani delle Guide Alpine e frammentare le competenze e gli ambiti di figure professionali che invece avrebbero bisogno di altro per una vera tutela del mercato e dei professionisti.
AIGAE, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, sin dal 1992, a fronte della sua esperienza, forte della rappresentatività degli oltre 3.300 associati professionisti, iscritta agli elenchi ricognitivi del Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013, si rende disponibile per un vero tavolo di confronto sull’argomento dell’accompagnamento in natura e chiede con forza che si confermi che l’esercizio della professione di Guida Ambientale Escursionistica è libero, eventualmente previa verifica delle competenze iniziali quale forma di garanzia per l’utente-consumatore (come anche richiesto nelle pronunce dell’Autorità Garante della Concorrenza).
Allo stesso modo, richiediamo che si riconosca l’AIGAE, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, come il riferimento tecnico per questa attività in Italia; senza alcun diritto di esclusività, ma semplicemente riconoscendo il lavoro svolto finora sulla formazione, sulle competenze e sulle garanzie oltre alle collaborazioni intraprese con il mondo professionale, con i parchi e le aree protette, esattamente come le Guide Alpine lo sono per l’alpinismo.

Video integrale della seduta:

http://webtv.camera.it/evento/9728

 

Per interviste:
Stefano Spinetti – Presidente AIGAE – Tel 348 3010017
Filippo Camerlenghi – Vice Presidente AIGAE – Tel 335 6083451
Davide Galli – Consigliere Nazionale AIGAE con delega alla Comunicazione  – Tel 334 6506029 / 388 1059331

Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale AIGAE – Tel 392 5967459

Comunicato stampa

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